Aggiornamento sul coinvolgimento muscolo scheletrico

Relazioni dei Medici al Congresso mondiale sulla Sclerosi sistemica 

A cura di  PR Yannick Allanore
Università Descartes, Parigi – Ospedale Cochin – Reumatologia A, APHP – Parigi

Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2010

Il coinvolgimento muscolo scheletrico è frequente nei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica ed è la maggiore causa di disabilità.
Sebbene la prognosi  di malattia, sia in larga misura dipendente dal coinvolgimento viscerale, è necessaria una corretta valutazione del coinvolgimento muscolo scheletrico ed una terapia adeguata per cercare di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Le manifestazioni cliniche  più frequenti sono  le artralgie, la rigidità, le sinoviti  e le tenosinoviti che interessano principalmente le mani ed i polsi.
Il coinvolgimento articolare può essere erosivo e può anche essere un marker di attività di malattia e di aggravamento. Il coinvolgimento osseo è caratterizzato da osteolisi e riassorbimento. L’osteoporosi non sembra invece essere associata alla Sclerosi Sistemica.
Anche le lesioni dei tessuti molli sono frequenti e  la calcinosi sembra essere presente nel 20%dei pazienti affetti da SSc.
Le contratture sono frequenti e riguardano sia le articolazioni che la cute. Non è rara l’astenia dei muscoli prossimali, con o senza la sovrapposizione di una miosite. Le indagini diagnostiche  richiedono  una valutazione clinica che includa una valutazione di funzionalità  articolare e questionari, esami bioumorali ed accertamenti radiologici La radiodiagnostica moderna,  inclusa l’ultrasonorografia e la Risonanza magnetica, è estremamente utile . Tale settore è in corso di importante sviluppo.
Il trattamento del coinvolgimento osteo-articolare in corso di SSc non è ancora stato adeguatamente considerato. Questo rimane empirico e derivato principalmente dalla conoscenza di altre patologie reumatiche infiammatorie. Si spera che in futuro che il coinvolgimento muscolo scheletrico venga definito meglio, che nuovi strumenti di valutazione vengano validati e che i trials clinici identifichino nuovi farmaci per il controllo di questo aspetto della malattia.