Bando di concorso in collaborazione con apmar assmaf

Il primo progetto che ha conseguito il finanziamento è stato quello presentato dal Professor Armando Gabrielli, Immunologo dell’Università di Ancona. 

Tema del progetto:
“Valutazione degli anticorpi recettori al pdgf in pazienti con  pre -sclerodermia e loro relazione con l’attività e la gravità della malattia”

La scleroderma è una malattia caratterizzata da eccessiva produzione e deposizione di collageno e matrice extracellulare nella cute e negli organi interni. I fibroblasti sono lecellule responsabili della eccessiva produzione di collageno. La patogenesi della sclerodermia non è ancora perfettamente nota. Questo ha impedito la messa a punto di indagini di laboratorio da utilizzarsi per una diagnosi precoce e per il monitoraggio del grado di attività della malattia ed ha ostacolato la definizione di nuovi protocolli terapeutici.
Recentemente il nostro gruppo ha dimostrato (N Eng J Med, 2006) che i pazienti con sclerodermia presentano nel siero un autoanticorpo in grado di stimolare il recettore del PDGF e di indurre in fibroblasti normali il fenotipo dei fibroblasti sclrodermici (espressione di a-smooth muscle actin e aumentata produzione di collageno). Questi dati suggeriscono che tale anticorpo recita un ruolo importante nella patogenesi della malattia.
Con questa  ricerca si vuole chiarire ulteriormente il significato patogenetico degli anticorpi anti recettore del PDGF:

1. studiando la loro presenza in soggetti con pre-sclerodermia (pazienti con fenomeno di Raynaud’s phenomenon e/o anticorpi antinucleo e/o anomalie capillaroscopiche in assenza di fibrosi cutanea e d’organo);
2. correlando il loro livello sierico con la durata di malattia e con i criteri validati di attività e severità della sclerodermia.

Le ricadute pratiche di questo studio sarebbero costituite dal fatto che la determinazione degli anticorpi anti recettore del PDGF può essere utilizzata per la diagnosi precoce di sclerodermia e per monitorare il grado di attività della stessa.

Il secondo progetto di ricerca è stato assegnato alla Dott.ssa Nicoletta Del Papa, Specialista Reumatologa dell’Istituto Gaetano Pini di Milano, in collaborazione con il Professor Giorgio Lambertenghi Deliliers, Prof. Ordinario Ematologia Università degli Studi di Milano, Responsabile UO Ematologia -Centro Trapianti Midollo della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano.
Tema del progetto:
“Progenitori mesenchimali midollari e Sclerosi Sistemica: possibile ruolo patogenetico nei meccanismi della fibrosi e potenziali sviluppi terapeutici”

Il coinvolgimento e l’attivazione dei fibroblasti e l’eccessiva sintesi di collageno costituiscono, accanto alle anomalie vascolari e all’attivazione del sistema immunitario, un importante aspetto della Sclerosi Sistemica (SSc). Studi recenti evidenziano un ruolo fondamentale nell’aberrante attivazione autocrina del segnale mediato dal TGF-ß, la più potente citochina ad attività pro-fibrotica, coinvolta nell’induzione della sintesi delle proteine della matrice extracellulare (ECM), in particolare collageno, fibronectina e laminina, e nell’inibizione degli enzimi di degradazione della matrice. E’ stato inoltre recentemente ipotizzato un reclutamento di cellule quali ad esempio cellule epiteliali, monociti, nonché progenitori emopoietici e mesenchimali nelle sedi di fibrosi, ove contribuirebbero all’instaurarsi del processo fibrotico.
Un nostro precedente lavoro ha dimostrato che il microambiente midollare di pazienti sclerodermici, verosimilmente a seguito della mobilizzazione dei progenitori endoteliali nel sangue periferico, risulta morfologicamente e funzionalmente alterato nei compartimenti cellulari ematopoietico e stromale. Un ulteriore sviluppo di questo studio condotto su midolli di pazienti sclerodermici ha inoltre permesso di evidenziare che i precursori mesenchimali midollari NGFR+ presentano un’espressione
significativamente aumentata del c-kit (CD117), il recettore dello Stem Cell Factor.
Insieme con il suo ligando, il c-Kit è un recettore chiave nel controllo multifunzionale (proliferazione, differenziamento, apoptosi, vasculogenesi) di numerosi tipi cellulari, incluse le cellule staminali ematopoietiche, mast cells e melanociti. Mutazioni della
funzione del c-Kit sono state descritte in diverse neoplasie umane. L’Imatinib è un inibitore competitivo delle tirosin chinasi associate a recettori di proteine quali KIT, ABL e PDGF: inizialmente considerato per il trattamento della leucemia mieloide
cronica, più di recente è stato approvato per il trattamento di pazienti con tumore stromale gastrointestinale (GIST) in fase avanzata, nel quale la proteina KIT è espressa in modo abnorme. Uno studio recente ha mostrato importanti effetti antifibrotici del farmaco Imatinib sulla fibrosi polmonare indotta nei topi da bleomicina, mediati in parte dall’inibizione della proliferazione delle cellule mesenchimali. Inoltre, esistono evidenze sperimentali e cliniche dell’efficacia dell’imatinib nel trattamento dell’ipertensione polmonare.
Sulla base di queste precedenti osservazioni, lo scopo di questo progetto sarà quello di approfondire in pazienti affetti da SSc il significato ed il ruolo dei progenitori midollari mesenchimali nei meccanismi di reclutamento, attivazione ed eccessiva sintesi di collageno dei fibroblasti e nel valutare, in vitro, gli effetti di inibitori di c-KIT sulla proliferazione dei fibroblasti e la deposizione di collageno.
In particolare, le principali fasi della ricerca saranno orientate a valutare ed approfondire nei pazienti sclerodermici:

1. le caratteristiche fenotipiche e funzionali delle cellule mesenchimali midollari e dei fibroblasti da cute fibrotica;
2. valutare, ed eventualmente caratterizzare, la presenza di progenitori mesenchimali nel sangue periferico;
3. valutare l’espressione del c-Kit (recettore per lo Stem Cell Factor) sulla superficie di fibroblasti cutanei;
4. allestire modelli di colture in vitro per studiare gli effetti di inibitori di tirosin chinasi attivate (Imatinib) sui fibroblasti cutanei.

Nel complesso, questo studio si propone tre fondamentali end-points:

a) confermare e caratterizzare il ruolo dei progenitori mesenchimali midollari nella alterazioni funzionali dei fibroblasti sclerodermici;
b) identificare il coinvolgimento di c-Kit nei meccanismi di proliferazione dei fibroblasti e deposizione di matrice, notoriamente alterati in corso di SSc;
c) valutare sperimentalmente il possibile ruolo terapeutico di Imatinib nel trattamento della fibrosi associata alla Sclerosi Sistemica.