Cytomegalovirus e progressione della sclerodermia

A cura di  Prof. Claudio Lunardi
Cattedra di Immunologia Clinica Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale Policlinico G.B.Rossi – Università di Verona

Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2003

La Sclerosi Sistemica Progressiva o Sclerodermia è una malattia autoimmune molto particolare perché:

  1. presenta le caratteristiche tipiche delle altre malattie autoimmuni (come l’Artrite Reumatoide, il Lupus Eritematoso Sistemico ecc.) e cioè la presenza di anticorpi (autoanticorpi) diretti contro molecole del proprio organismo (autoantigeni) e di globuli bianchi autoaggressivi, con conseguente infiammazione;
  2. presenta problemi circolatori soprattutto a carico del microcircolo con danno delle cellule che tappezzano i vasi (cellule endoteliali), considerato l’evento scatenante della malattia;
  3. presenta un aumento di numero e di funzionalità delle cellule che producono fibre collagene (fibroblasti) responsabili della ridotta elasticità (fibrosi) della cute e degli organi interni.

Questi tre campi sono quelli che i ricercatori studiano per poter chiarire come la malattia si sviluppa. La comprensione dei meccanismi che stanno alla base dei sintomi della malattia permette poi di pensare a nuovi trattamenti.
Noi, in collaborazione con ricercatori di Genova guidati dal Prof. A. Puccetti, ci siamo focalizzati sul primo e secondo aspetto: utilizzando il siero di diversi pazienti con Sclerodermia, abbiamo visto che sono presenti anticorpi che riconoscono una proteina del Cytomegalovirus, un virus molto diffuso e con cui viene a contatto la maggior parte della popolazione, e molecole del nostro organismo.

Una di queste molecole è una proteina espressa sulla superficie della cellula endoteliale che abbiamo visto tappezza tutti i vasi dell’organismo. Quando questi anticorpi antivirus, purificati dal siero delle pazienti con sclerodermia, si attaccano alla cellula endoteliale coltivata in laboratorio, ne inducono la morte.
Questo pertanto e’ un possibile meccanismo che in vivo (nel paziente) crea i presupposti per il danno vascolare, che abbiamo già visto essere l’evento scatenante la malattia.

Il meccanismo attraverso cui un anticorpo diretto contro un agente esterno (in questo caso un virus) reagisce anche con una molecola dell’organismo umano viene chiamato “mimetismo molecolare” perché le due molecole si assomigliano e il nostro sistema immunitario le aggredisce entrambe come fossero estranee. Il “mimetismo molecolare” costituisce uno dei meccanismi ormai accettati attraverso cui agenti infettivi possono intervenire nell’origine delle malattie autoimmuni.

Le nostre pazienti con Sclerodermia avevano tutte titoli anticorpali molto alti
contro il Cytomegalovirus; il virus pertanto in soggetti predisposti è in grado di indurre la produzione di anticorpi che innescano il danno delle cellule endoteliali e quindi di scatenare o aggravare l’andamento della malattia sclerodermica.