SCLERODERMIA: “INNESTI DI TESSUTO ADIPOSO AUTOLOGO NEL TRATTAMENTO DELLE ULCERE ACRALI IN PAZIENTI CON SSC”

R. Andracco, G. Di Luca, E. Zaccara, W. Maglione, N. Del Papa
UOC Day Hospital Reumatologia & UOS Chirurgia Vascolare, Istituto G. Pini, Milano

Il lipofilling digitale è una procedura terapeutica recentemente introdotta per la cura delle ulcere vascolari nei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica.

Le ulcere sclerodermiche sono il risultato del coinvolgimento vascolare da parte della malattia autoimmune e costituiscono una complicanza frequente in corso di sclerodermia (fino al 50% dei pazienti sperimenta un’ulcera nel corso della malattia), rappresentando un problema estremamente doloroso, invalidante e di difficile trattamento, con tempi di guarigione spesso molto lunghi.

Il lipofilling è una tecnica ampiamente utilizzata nella chirurgia estetica non solo a scopo estetico (anti-età) ma anche per trattare patologie fibrosanti come le cicatrici post-chirurgiche e le lesioni da radioterapia. La metodica consiste nel prelevare del tessuto adiposo dal paziente (liposuzione) e re-iniettarlo in una diversa regione corporea. Nell’ambito del grasso prelevato sono presenti, oltre alle cellule adipose, anche cellule staminali, cellule cioè in grado di moltiplicarsi e differenziarsi in varie tipologie cellulari provvedendo quindi a “rigenerare” i tessuti malati, in particolare i tessuti sofferenti per il cattivo flusso di sangue. Partendo da questi presupposti, abbiamo pensato che l’iniezione del tessuto adiposo potesse essere utile per aiutare la guarigione delle ulcere che sono appunto il risultato della sofferenza dei tessuti per la scarsa vascolarizzazione. E’ stato quindi condotto uno studio pilota su 20 pazienti con sclerodermia ed ulcere digitali di lunga durata (anche 2 anni).

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Il piccolo intervento di lipofilling è eseguito in sala operatoria in sedazione blanda ed anestesia locale, praticata sia a livello addominale che digitale. Dopo l’anestesia si effettua la liposuzione che prevede l’aspirazione di tessuto adiposo sottocutaneo addominale, grazie all’utilizzo di un ago apposito. Il materiale prelevato viene posizionato in una centrifuga per separare i vari componenti ed estrarre la parte cellulare che verrà successivamente introdotta nel dito affetto dall’ulcera.

In tutti i pazienti trattati con il lipofilling si è riscontrata la scomparsa del dolore dopo una settimana e la guarigione completa dell’ulcera mediamente in 4 settimane. Inoltre il paziente ha avvertito la diminuzione della tensione cutanea, un maggior fluidità dei movimenti e una prensione più agevole. Parallelamente si è osservato all’eco-doppler un incremento del flusso sanguigno e alla capillaroscopia la comparsa di nuovi capillari, entrambi segno inequivocabile dell’aumento della vascolarizzazione della zona trattata. Non è stato osservato alcun effetto collaterale legato alla procedura di lipofilling.

Nel complesso questi risultati sono molto promettenti e, pur consapevoli che il lipofilling delle ulcere sclerodermiche non costituisca una cura definitiva di una malattia così complessa come la sclerodermia, tuttavia si presenta come una strategia innovativa che può migliorare una delle complicanze più temibili della malattia.

Del Papa N., Di Luca G., Sambataro D., Zaccara E., Maglione W., Gabrielli A., Fraticelli P. Moroncini G., Beretta L., Santaniello A., Sambataro G., Ferraresi R., Vitali C., Regional implanntation of autologous adipose tissue-derived cells induces a prompt healing of long-lasting indolent digital ulcers in patients with Systemic Sclerosi. Cell Transplantation 2015