La depressione in corso di sclerosi sistemica

A cura della dr.ssa  Sarah Tosato
Ricercatore di Psichiatria, Università di Verona, UOC Psicosomatica e Psicologia Clinica,  sarah.tosato@univr.it

Alcuni studi in ambito di sclerosi sistemica hanno evidenziato che la presenza di depressione in corso di malattia può aggirarsi anche intorno al 40-50% dei casi. Nonostante l’altra frequenza con cui si presenta la depressione nel corso delle malattie organiche, può risultare difficile il  riconoscimento dei sintomi depressivi per diversi motivi. I pazienti infatti possono essere riluttanti ad esprimere liberamente difficoltà emotive per il timore di apparire deboli o ingrati, o per paura dello stigma ancora legato alle malattie mentali. I medici possono essere riluttanti ad indagare le difficoltà emotive dei pazienti (per mancanza di tempo, scarse capacità, reazione autodifensiva). Inoltre vi può essere la tendenza ad attribuire i sintomi somatici (stanchezza, calo di peso, riduzione dell’appetito) della depressione alla patologia organica di base  o vi può essere la propensione, sia da parte del medico che del paziente,  a ritenere che il disagio emotivo sia inevitabile e non trattabile.

Vi è uno stretto legame tra depressione e malattia organica in quanto il fatto stesso di essere malati può indurre uno stato depressivo o ansioso (per la difficoltà di accettare la malattia, le terapia e le disabilità conseguenti). Inoltre non riconoscere la depressione in corso di malattia organica può determinare un’amplificazione dei sintomi somatici della malattia di base (per esempio aumentando la percezione del dolore fisico), una minore aderenza terapeutica, il mettere in atto comportamenti non salutari  (ad esempio non rispettando la dieta o i controlli medici previsti) e peggiorare la qualità della vita del soggetto. Da qui l’importanza di riconoscere e trattare la depressione.

Per depressione si intende un quadro clinico caratterizzato dalla presenza di (1) umore depresso, o (2) perdita d’interesse o di piacere, per almeno la maggior parte del giorno, per almeno 2 settimane.  A ciò si aggiungono altri sintomi come diminuzione dell’appetito, insonnia, agitazione o rallentamento psicomotorio, affaticabilità o mancanza di energia, sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi o immotivati, diminuita capacità di pensare o di concentrarsi, pensieri ricorrenti di morte. Tale quadro crea sofferenza all’individuo che ne è affetto e alla sua famiglia e porta a un’alterazione del funzionamento dell’individuo a livello sociale, lavorativo. Oggi la depressione è una patologia curabile e guaribile attraverso un approccio intergrato farmacologico e psicoterapico.

Da alcuni anni al Policlinico di Verona, presso l’UOC di Psicosomatica e Psicologia Clinica è presente un ambulatorio dedicato alle pazienti affetti da sclerodermia in cui opera un team di psichiatri e psicologi in collaborazione con i colleghi internisti che si occupano della malattia organica. Scopo di tale ambulatorio è quello di ridurre il disagio psichico correlato alla sclerosi sistemica offrendo supporto psicologico alle pazienti e ai loro familiari, trattamenti psicofarmacologici e psicoterapici.