La sclerodermia e l’immunità innata

A cura di  G. Alessandra Farina
Assistant Professor of MedicineBoston University School of Medicine, Boston, MA

Questo articolo è stato pubblicato l’8 aprile 2013 

La fibrosi è sempre stata ed è ancora considerata una delle più temute manifestazioni che coinvolgono i pazienti affetti da questa malattia. Questo processo è dovuto alla eccessiva produzione di collagene che coinvolge e distrugge  la normale  struttura della  cute e di molti organi vitali come I polmoni, l’apparato gastro-intestinale ed anche il cuore,  provocandone una alterato funzionamento.

Nonostante la ricerca ha messo in evidenza nuove caratteristiche della Sclerodermia che fino a pochi anni fa erano completamente ignorate e sconosciute,  quale sia la  causa e come il sistema immunitario interceda con la fibrosi è a tutt’oggi un aspetto poco chiaro che rimane irrisolto.

Negli ultimi anni,  numerosi studi scientifici hanno dimostrato  che  il coinvolgimento  del sistema immunitario,  in particolare  “ l’immunità innata”  svolge un ruolo importante nella patogenesi di molte malattie “autoimmuni”,  inclusa la Sclerodermia.  Il “sistema dell`immunità innata”  rappresenta la prima linea di difesa  utilizzata  dal nostro organismo per combattere tutti i microorganismi  patogeni quali  virus,  batteri e funghi.  Al fine di ottenere una efficiente risposta immune in grado di eliminare l’infezione, il nostro sistema immunitario si avvale di speciali sensori cellulari. Questi speciali “recettori”, meglio conosciuti   con  il nome anglosassone  di Toll-like-receptor (TLRs), o genericamente  definiti come “pathogen-associated molecular patterns” (PAMPs),  sono presenti su  tutte le cellule del nostro organismo che sono dotate  di un nucleo.  Di conseguenza, tutte le cellule immunologiche “professionali”  quali  linfociti, monociti  e cellule dendritiche, come  anche  cellule  “non immunologiche professionali”  quali fibroblasti, cellule epiteliali e endoteliali sono  attivati da questi sensori nel corso di quanlsiasi infezione comune.  Per questa loro caratteristica i  differenti tipi di  “TLRs” (TLR1;TLR2; TLR3; TLR4; TLR5; TLR6; TLR7; TLR8; TLR9 e TLR10), e/o “PAMPs”,  svolgono la precisa funzione di riconoscere  molecole appartenenti a virus e batteri, come ad esempio i componenti del  loro “DNA”, meglio conosciuti come  acidi nucleici (RNA e/o DNA), e/o i conseguenti prodotti, come proteine e lipidi. L`attivazione dei TLRs e/o PAMPs determina il rilascio di citochine  e di molecole infiammatorie tra le quali il piu importante è l`Interferone. Quest`ultimo svolge un ruolo centrale e fondamentale  nel nostro sistema immunitario,  in quanto possiede  non solo  il ruolo  di eliminare gli organismi patogeni per l’organismo umano, ma  è anche il fattore che decide il destino della cellula infettata regolandone tutti i suoi  processi vitali. Inoltre, l’attivazione  degli Interferoni comporta l` amplificazione ed il  potenziamento  della risposta immunitaria, dal momento che innesca  il rilascio a cascata di numerose molecole note con il nome di “Interferon-stimulated-genes (ISGs)”. Queste citochine   rappresentano gli   intermediari  della infiammazione e causano la distruzione dei tessuti degli organi compromessi.  Gli ultimi studi effettuati nel nostro laboratorio, e poi confermati da altri centri, hanno messo in evidenza che nella cute, come anche nelle cellule morfonucleate del sangue (PBMCs) dei pazienti con sclerodermia, esiste questa  “Interferon signature”,  ovvero una impronta  di questa  attivazione degli Interferoni e  di una infiammazione che si sta propagando nel sangue e nella cute. Sebbene sia ancora sconosciuta la causa che scatena questo processo infiammatorio,  anch`esso completamente sconosciuto fino a pochi anni fa, diversi tipi cellulari, sopratutto i fibroblasti,  sembrano partecipare e svolgere un ruolo preponderante nel causare l` infiammazione. Queste cellule, i fibroblasti,  che normalmente risiedono nel tessuto connettivo di tutti gli organi,  sono di particolare importanza nella Sclerodermia dal momento che  rappresentano, infatti,  le cellule maggiormente implicate nella produzione di collagene, e quindi nello sviluppo della fibrosi sia nella cute,  come anche nei polmoni.

Benchè  l`attivazione della “immunita` innata” sia un processo importante e protettivo  utilizzato dal del nostro organismo per difendersi dai virus e batteri, e fisiologicamente destinato ad esaurirsi ed a risolversi una volta che l`infezione e` stata debellata, questa attivazione dell`“immunita` innata” nella Sclerodermia sembra essere destinata a perpetuarsi, determinando uno stato di infiammazione cronica della cute,  e quindi favorisce la formazione della  fibrosi.

Allo stato attuale, nonostante  la scoperta  di queste nuove  molecole ha messo in evidenza nuovi aspetti della Sclerodermia fino ad ora completamente sconosciuti,  quale sia la sua causa scatenante, perchè l’infiammazione non si spegne, e soprattutto quale sia la strategia migliore per poter intervenire e bloccare e/o ridurre la fibrosi, è completamente da studiare “ex novo” in un contesto molto diverso da quello che fino ad oggi si conosceva.  Pertanto, i nuovi meccanismi coinvolti in questa malattia,  apriranno  le porte  a nuove possibilita` terapeutiche,  e soprattutto a nuove linee di ricerca volte ad identificare che cosa provoca, e quindi  la causa della Sclerodermia.