La sovracrescita batterica in corso di sclerodermia: cos’è?

A cura di  Roberta Bagnati, Lucia Manfredi, Valentina Ramazzotti, Armando Gabrielli

Questo articolo è stato pubblicato il 21 maggio 2012

L’interessamento del tratto gastrointestinale interessa più del 90% dei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica (SSc) ed è causa di alta morbilità e, in rari casi, di mortalità. Non è stata rilevata alcuna correlazione tra tale coinvolgimento e l’età della diagnosi, il sesso o il sottotipo di SSc (variante limitata o diffusa)1.

I disturbi gastrointestinali sono dovuti ad alterazioni della motilità, la cui patogenesi  sembra essere caratterizzata da una prima fase di insulto neuronale, seguita da disfunzione della muscolatura liscia ed infine da fibrosi muscolare irreversibile2.

Il piccolo intestino (costituito da duodeno, digiuno ed ileo) è coinvolto nel 40% dei casi, anche se ogni parte del tratto gastrointestinale può essere interessata. Il rallentamento del transito intestinale e il frequente utilizzo di farmaci anti-acidi (es. inibitori di pompa protonica) comportano una sovracrescita batterica a livello del piccolo intestino, conosciuta come SIBO (Sindrome da Sovracrescita Batterica del piccolo Intestino).

La SIBO ha un’incidenza del 50% e la sua correlazione con la sindrome da malassorbimento è indicativa di una forma severa di SSc.

Normalmente a livello del duodeno e del digiuno prossimale c’è uno scarso numero di batteri, rappresentato da lattobacilli, enterococchi, aerobi Gram-positivi e facoltativamente da anaerobi, in quantità inferiore a 104 CFU/ml (CFU: Unità di Colonie Batteriche). Si parla di SIBO quando all’esame colturale dell’aspirato digiunale, eseguito mediante esofagogastroduodenoscopia, si rileva una concentrazione microbica  > 105 CFU/ml. L’endoscopia è tuttavia complicata da eseguire e non ben tollerata dai pazienti. Per tali motivi, a scopo diagnostico, nella comune pratica clinica si ricorre più frequentemente all’utilizzo di breath-test al glucosio e al lattulosio che risultano non invasivi, ben tollerati e dotati di buona accuratezza nel valutare la sovracrescita batterica1.

I pazienti affetti da SIBO possono essere completamente asintomatici o presentare una serie di sintomi aspecifici quali meteorismo, flatulenza, distensione  e dolore addominale,  fino ad arrivare a quadri di diarrea e steatorrea, responsabili di severo malassorbimento. Possono inoltre comparire calo ponderale, anemia, ipoprotidemia, alterazioni del metabolismo osseo da deficit di vitamina D e polineuropatia da carenza di vitamina B12 .

Dal punto di vista terapeutico occorre adottare un’adeguata terapia antibiotica. Da diversi studi è emerso che la rifaximina, antibiotico non sistemico con scarso assorbimento intestinale e buona attività battericida, migliora i sintomi nel 33-92% dei pazienti ed eradica la sovracrescita batterica in più dell’80% dei casi3. L’uso di probiotici, prebiotici e procinetici (es. metoclopramide, cisapride e domperidone) non è attualmente raccomandato3. Si consiglia, inoltre, un regime dietetico che preveda l’esclusione di lattosio e la riduzione dell’introito di zuccheri semplici3.

BIBLIOGRAFIA

1. I. Marie, P. Ducrotte et al.: “Small intestinal bacterial overgrowth in systemic sclerosis”  Rheumatology 2009;
48:1314–1319
2. EC Ebert “Gastric and enteric involvement in progressive systemic sclerosis” J Clin Gastroenterol 2008 Jan;
42(1):5-12
3. J. Bures, J. Cyrany et al. “Small Intestinal Bacterial Overgrowth Syndrome” World J Gastroenterol 2010 June 28; 16(24): 2978-2990