Un «Giardino dei sogni» per disabili

giardino_sogniDa L’Arena.it di Barbara Bertasi

E’ nato tutto per amore. Quello per Silvia, mancata a causa di una grave malattia, la sclerodermia, è alla base del «Giardino dei Sogni» a Santa Maria di Onè al Platano, intorno a Villa Nichesola Camis dei frati domenicani che la usano come colonia estiva.
Ora in quel paradiso ci sono un percorso botanico, laghetti artificiali, punti relax, un salone per corsi gratuiti di acquerello, fotografia, coltivazione delle piante per bambini e molto altro. Benito Merzi, 42 anni, di Salionze (frazione di Valeggio), titolare dell’Azienda agricola Oasi Verde – una sede dal 2002 a Ceraino (Dolcé) e l’altra dal 2011 al Platano – ha iniziato a creare questo Giardino dei Sogni da solo, dopo aver avuto in affitto nel 2011 dai padri una sala della villa e 25.550 metri quadri di parco. «Quell’anno ha presentato domanda d’aiuto al Gruppo di azione locale Baldo – Lessinia (Gal) in uno dei bandi di finanziamento e, a seguito dell’istruttoria, la domanda è stata accolta garantendo un cofinanziamento di 76. 652,90 euro utili a portare avanti il progetto», spiega il presidente Stefano Marcolini. «Siamo felici di aiutare realtà che contribuiscono a mantenere vivo il tessuto sociale del territorio promuovendone le bellezze naturali». «Tutto è partito quando, nel 1995, ho conosciuto Silvia. Diventammo amici», racconta oggi Merzi. «Era energia pura. Sembrava stesse benissimo, ma aveva una caratteristica strana: le punte delle sue dita erano sempre scure e muoveva le mani come un robot. Incolpava di questo il freddo, anche quando il freddo non c’era. Le consigliai di fare una visita. Vene ricoverata per 20 giorni e le diagnosticarono questa malattia che non lascia scampo. Ma la sua gioia di vivere era più forte della malattia. Silvia era simpaticissima e mi innamorai di lei».
Poi iniziò la trafila da un ospedale all’altro: «La mia vita cambiò», prosegue Benito Merzi, «nel 2000 ci siamo spostati ma non trovavo più senso nel lavoro. Ero nel commerciale, guadagnavo molto, ma non costruivo nulla. Pensai che mi sarebbe piaciuto fare il giardiniere, dare vita a qualcosa nella natura. Silvia, per nulla intimorita dal cambiamento economico, mi appoggiò e quando nel 2008 è mancata mi ha lasciato Filippo, nato nel 2002, che mi ha dato la forza di continuare. Così ho studiato un sistema per aiutare chi, come me, può trovarsi in difficoltà. Ho voluto farlo tramite il lavoro investendo tutto nell’azienda Oasi Verde».
Così Merzi ha legato con le persone: «Mi hanno aiutato molto fino a dirmi che un bando del Gal poteva essere interessante».
«Ho presentato domanda ed è andata bene. Ho proposto di sistemare 24.550 metri quadri di terreno adibendoli a percorso botanico e ho creato un sentiero di 900 metri percorribile anche da disabili con punti di sosta. Ho recuperato una sorgente creando quattro laghetti e un ruscello per irrigare il vivaio e il parco senza sprecare acqua. Nel salone attiguo organizzo laboratori didattici che rafforzano l’idea di come concepisco il parco: la forza della vita che vince sempre sul dolore».

Merzi non vuole usare la parola morte, che ha portato via Silvia: «La morte non c’è», dice, «sul percorso si vedono cipressi, una quercia secolare, robinie, pino nero, abete rosso, olmo campestre, ornello, carpino nero, acero montano, abete bianco, cedro dell’Himalaya e bagolaro (Celtis australis). Ma mostro sempre un olivo secolare in cui, nonostante non abbia più né foglie né gemme, crescono piante, fiori selvatici e vivono insetti. La vita continua. La natura rinasce sempre. È questo il messaggio che desidero dare a chi visita il parco».

«Finora», precisa Merzi, «ho accolto associazioni arrivate attraverso il passaparola, alunni di varie scuole e chi mi chiama, perché il Giardino dei Sogni è aperto a tutti. Per l’inverno sto organizzando corsi da solo. Ma cerco volontari che mi affianchino. La funzione del luogo è sociale, di sostegno a fasce deboli in difficoltà». Intanto Merzi collabora con l’associazione e la fondazione La Casa dei Sogni.

Il giardino può essere ammirato telefonando a 349.606.2671 oppure scrivendo a giardinodeisogni.bm@gmail.com. «Acquistando piante e prodotti coltivati da Oasi Verde si aiuta a sostenere il Giardino dei Sogni, che è una realtà in continua evoluzione», conclude Merzi, aggiungendo: «Ringrazio quanti hanno deciso di sostenermi in questa avventura».