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Fimmg: Medici di Famiglia preoccupati per l’uso “in solitario” dell’intelligenza artificiale in sanità

Fimmg: Medici di Famiglia preoccupati per l’uso “in solitario” dell’intelligenza artificiale in sanità

MEDICINA GENERALE | REDAZIONE DOTTNET | 18/05/2023 12:28

Lo rivela un’indagine condotta dal Centro Studi della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) in collaborazione con l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano

È quello che emerge da un’indagine condotta dal Centro Studi della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) in collaborazione con l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano su un campione nazionale di circa 400 medici di medicina generale nell’ambito della ricerca annuale sull’utilizzo della sanità digitale, presentata oggi a Milano.

I temi trattati dall’indagine hanno riguardato la spesa affrontata dalla professione per i sistemi ICT, l’utilizzo della telemedicina e degli strumenti digitali per la comunicazione, delle App mediche per i pazienti e dell’intelligenza artificiale. Come in precedenti indagini i Medici di Famiglia dichiarano di utilizzare già le risorse della telemedicina (il 41% la televisita, il 33% la teleassistenza) e laddove non utilizzate, dichiarano il proprio interesse a farlo nel futuro (il 66% di quelli che non utilizzano i sistemi di telemedicina, dichiara comunque l’interesse a poterlo fare).  Dalle risposte del campione emerge un analogo interesse per l’utilizzo della diagnostica di primo livello (il 20% dichiara di utilizzare l’elettrocardiogramma e il 56% dichiara l’interesse a farlo prospetticamente; il 25% dichiara di utilizzare già la spirometria e il 51% dichiara l’interesse a farlo nel futuro).

Per quanto riguarda la comunicazione con i propri assistititi, estesa durante e dopo la pandemia su tanti diversi canali, il campione dei MMG dichiara di utilizzare App di messaggistica istantanea (73%) anche se la prospettiva sembrerebbe essere quella di riuscire a contenerne l’uso (la percentuale scende al 43% se guardiamo l’utilizzo futuro); maggiore interesse sembrerebbe emergere invece per altre App/piattaforme dedicate all’uso sanitario (38% di utilizzo attuale), che diventano oggetto di interesse per un futuro per il 70% del campione.

Attraverso i canali digitali fluiscono oramai molte informazioni tra gli assistiti e i propri medici: il 93% dichiara di utilizzare questi sistemi per inviare ricette elettroniche; il 92%, su questi sistemi, riceve richieste da parte dei pazienti; l’89% ci riceve referti di analisi/esami; l’85% lo utilizza per condividere chiarimenti su terapie e farmaci; il 79% per scambiare informazioni sullo stato di salute; il 67% riceve richieste per prenotare appuntamenti per visite. Il campione riferisce di aver consigliato ai propri assistiti almeno una volta App per tenere sotto controllo parametri vitali o clinici (43%), per migliorare l’attività fisica (42%), per migliorare l’aderenza terapeutica (40%), per migliorare l’alimentazione (36%).

Il 72% dei medici è preoccupato (da 7 a 10 in una scala fino a 10) per l’uso inappropriato che i pazienti potrebbero fare in autonomia, se lasciati da soli, delle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale; il 73% ritiene (con voti da 7 a 10) che questi strumenti debbano costituire risorsa per il medico e non per il paziente.

“Ne emerge un quadro in cui il medico di famiglia sembra fare affidamento, oramai strutturalmente, sulla tecnologia nella gestione della propria professione – afferma Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della FIMMG – Il medico sta maturando, per le diverse soluzioni tecnologiche disponibili, delle consapevolezze che permettono di distinguere efficacemente benefici e opportunità rispetto ai possibili rischi. Anche rispetto a nuovi scenari, come quelli basati sugli algoritmi dell’intelligenza artificiale, il medico di famiglia sembra essere in grado di apprezzarne i vantaggi, ma anche di individuare pericoli e criticità”

“Tra i medici di famiglia, risulta consolidato il ruolo di strumenti digitali tradizionali e non specifici per la Sanità, come l’e-mail e le App di messaggistica istantanea (es. WhatsApp) – afferma Chiara Sgarbossa, Direttrice dell’Osservatorio Sanità Digitale – Tuttavia, le piattaforme di comunicazione dedicate all’uso sanitario sono tra gli strumenti di maggiore interesse per il futuro: la possibilità di gestire su un unico strumento più funzionalità utili per la gestione dei pazienti e nel rispetto della privacy è tra i benefici maggiormente riconosciuti. Inoltre, tali strumenti permettono di separare i canali di comunicazione personali da quelli professionali, evitando l’utilizzo inappropriato ad oggi associato alle App ‘generaliste’ di messaggistica istantanea”.