Effetto del trattamento con onde d’urto

17 febbraio 2008
Stetoscopio blu sui documenti medici.

A cura di    E. Tinazzi, E. Amelio, E. Marangoni, C. Guerra, S. Simeoni, R. Corrocher, O. Codella, C. Lunardi
Dipartimento di Medicina Interna e Sperimentale, Università di Verona
Shock Wave Unit – Dipartimento di Chirurgia della Mano, Università di Verona

Questo articolo è stato pubblicato il 17 febbraio 2008

La terapia con onde d’urto si basa su un principio che sfrutta la capacità di una sorgente di energia di erogare onde acustiche d’intensità elevata, distanziate fra loro e quindi tali da non produrre alcun effetto termico. Il trattamento con Onde d’urto (ESWT) viene comunemente usato nel trattamento della calcolosi renale, mentre a livelli energetici inferiori viene utilizzato come trattamento anti-infiammatorio in patologie di interesse ortopedico, come pseudo-artrosi, tendinopatia calcifica della spalla, epicondilite e fascite plantare.

È stato recentemente dimostrato che le ESWT inducono neo-angiogenesi a carico dei tendini e che facilitano la rigenerazione del muscolo, dei tendini e del tessuto miocardico e analogo risultato è stato ottenuto nel trattamento di ulcere cutanee ed ustioni di difficile ri-epitelizzazione. È inoltre noto che questa stessa terapia esercita un effetto positivo sulla spasticità sia nei bambini affetti da paralisi cerebrale che negli adulti dopo insulto ischemico o emorragico. Negli animali da laboratorio è stato infine dimostrato che l’onda d’urto facilita il reclutamento di progenitori endoteliali di origine midollare nel tessuto ischemico, facilitando fenomeni di tipo riparativo.
Partendo da questi dati della letteratura scientifica, abbiamo voluto valutare l’effetto delle ESWT sul coinvolgimento cutaneo nei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica Progressiva (SSc).

Abbiamo ottenuto il consenso informato da 30 pazienti affetti da SSc (1 maschio, 29 femmine) e i pazienti sono stati arruolati e sottoposti a trattamento con ESWT a livello di un avambraccio, mano e dita,  porzione sia volare che dorsale. Tutti pazienti sono stati sottoposti a valutazione dell’elasticità cutanea mediante Rodnan skin score (RSS) e scala VAS di valutazione soggettiva del benessere cutaneo; è stato inoltre eseguito esame ecografico della mano e dell’avambraccio prima di effettuare il primo trattamento con onde d’urto, al termine dello stesso e poi a 7, 30 e 60 giorni dalla conclusione della terapia. Abbiamo effettuato anche un prelievo di sangue con lo scopo di di valutare il possibile effetto delle ESWT su alcuni marcatori di danno endoteliale ed attivazione cellulare, nonché per la valutazione del numero delle cellule circolanti e dei progenitori endoteliali.

I risultati preliminari hanno dimostrato un’ottima compliance dei pazienti, che hanno ben tollerato la terapia senza richiedere alcuna forma di anestesia o analgesia, l’assenza di effetti collaterali e un rapido miglioramento dei parametri clinici riferibili all’elasticità cutanea, che si sono mantenuti in una quota di pazienti superiore al 65% fino a 90 giorni. Per quanto riguarda l’analisi dei marcatori sierologici di danno endoteliale, non abbiamo osservato variazioni significative; un’eccezione riguarda la valutazione del numero di cellule endoteliali circolanti e dei progenitori, che risultano entrambi aumentati dopo ESWT, in accordo con il significato vascolare riparativo che queste cellule rivestono.

In corso di Sclerosi Sistemica Progressiva il trattamento con ESWT migliora transitoriamente il coinvolgimento cutaneo, senza indurre effetti collaterali e senza creare interferenze con la terapia farmacologica in corso. Sicuramente sarà necessario modificare il protocollo esecutivo di ESWT, rivalutando il numero delle sedute e l’intervallo delle stesse, come pure il tipo e l’intensità dell’energia da erogare. Inoltre, con lo scopo di raggiungere benefici maggiori e più stabili nel tempo, sarà opportuno individuare il momento migliore, nella storia della malattia, per iniziare questo tipo di terapia.

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