Prevenzione odontostomatologica

7 gennaio 2009
Primo piano di una bocca sorridente con denti bianchi e brillanti e labbra rosa.

A cura di   Dott. Roberto Rozza e Dott.ssa Annalisa Benetti
Clinica Odontoiatrica Ospedale San Paolo e Polo Universitario di Milano  

Questo articolo è stato pubblicato il 7 gennaio 2009

Le condizioni di igiene orale nel paziente sclerodermico risultano spesso compromesse, sia per la ridotta autodetersione fisiologica, conseguenza della scarsa salivazione e di una riduzione della mobilità della lingua e delle labbra, sia per una oggettiva difficoltà motoria a livello delle artcolazioni delle mani.

Queste condizioni unite alla presenza frequente, in questi pazienti, di reflusso gastro-esofageo, creano le condizioni ideali per l’insorgere di carie ed erosioni dentarie. L’erosione dentale è un’usura dello smalto provocata da sostanze acide senza il coinvolgimento batterico, come avviene invece nella carie. Il cavo orale è frequentemente esposto ad un ambiente acido, infatti la presenza di carboidrati fermentabili come gli zuccheri è responsabili dell’abbassamento del pH: l’alterazione in senso acido del pH favorisce la proliferazione di alcuni batteri responsabili della carie. Il pH della saliva in condizioni normali è leggermente acido ed ha un valore pari a 6.8.

Lo smalto dentale ha un valore critico di pH di 5.5 : qualunque soluzione con un valore di pH inferiore è in grado di causare un’erosione della superficie dello smalto, in particolare se l’esposizione ad ambiente acido si ripete e si protrae nel tempo. Affinchè il ph del cavo orale rimanga costante, intervengono dei meccanismi a livello salivare in grado di neutralizzare o eliminare le sostanze acide.

Appare evidente come nei pazienti che presentano una riduzione del flusso salivare questi sistemi “tampone” vengono a mancare e si innescano una cascata di eventi quali difficoltà a parlare, mangiare, percepire i sapori, bruciori, oltre che una maggior suscettibilità dei denti ai processi cariosi e alle infezioni del cavo orale (candidosi).
Da tempo si è cercato di porre rimedio tramite terapie farmacologiche che, se da una parte riducono il disturbo salivare, dall’altra possono presentare effetti collaterali  e controindicazioni che vanno prese in considerazione dallo specialista nei singoli casi.

Come regola generale, sarebbe opportuno osservare alcune norme preventive fondamentali sia per contrastare la secchezza della bocca, sia per prevenire l’erosione dentale e l’insorgere di infezioni.

Consigli per contrastare la secchezza della bocca:

  • Non fumare e ridurre il consumo di alcolici
  • Bere acqua per favorire la masticazione e la deglutizione dei cibi
  • Prediligere cibi morbidi ed eliminare i cibi asciutti
  • Lasciar sciogliere un cubetto di ghiaccio in bocca
  • Ridurre l’assunzione di caffè
  • Evitare bevande acide/ zuccherate (succhi di frutta )
  • Masticare chewing gum e succhiare caramelle senza zucchero per stimolare la secrezione salivare
  • Umidificare gli ambienti
  • Non usare collutori contenenti alcol ,acqua ossigenata, mentolo
  • Mantenere un’accurata igiene orale
  • Utilizzare collutori e gel contenenti sistemi polienzimatici
  • Utilizzare dentifrici fluorati
  • Utilizzare sostituti salivari
  • Vaporizzare il cavo orale ripetutamente con uno spray contenente solo soluzione fisiologica

Va sottolineato che un difetto di funzionamento delle ghiandole salivari può essere anche conseguenza  di terapie farmacologiche (antidepressivi, antipertensivi, antistaminici, sedativi, ecc.).

In conclusione, il trattamento della secchezza della bocca consiste nel stimolare la capacità residua delle ghiandole salivari di secernere saliva e quando questo non è più possibile utilizzare i sostituti salivari che contengono enzimi antibatterici.

É opportuno che tali pazienti vengano sottoposti a frequenti controlli odontoiatrici per intercettare precocemente  l’insorgere delle problematiche descritte ed evitare trattamenti complessi e demolitivi, nel caso di lesioni cariose destruenti.

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